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martedì 8 aprile 2014

A Milano per Klimt - Going to Milan for Klimt


 
 
 Ormai tutt'Italia ne parla, ma la mostra "Klimt, alle origini di un mito" che dal 12 Marzo fino al 13 Luglio 2014 è ospitata a Palazzo Reale, a Milano, lascia davvero
senza fiato.
Nonostante alcune critiche piuttosto negative che avevo letto su Internet a proposito di questa esposizione e che mi avevano già preparata ad una certa delusione, devo dire che la mostra si è rivelata davvero piacevole ed interessante.
L'unico modo per rimanere poco soddisfatti, sarebbe quello di pretendere di trovare, all'interno di questo palazzo, quelle opere, ormai fortemente note e commercializzate, che vengono più tipicamente attribuite all'artista viennese. Non troverete nè "il bacio" nè le "tre età della donna", anzi, le opere che possano rientrare nel periodo di produzione prettamente simbolista di Klimt presenti all'interno della mostra sono ben poche, per quanto magnifiche - troverete ad esempio "Salomè", "Il Girasole", "Adamo ed Eva", ecc ....
 
Ciò che questa iniziativa si è proposta di fare è di raccontare, grazie al contributo e alla collaborazione con il Museo Belvedere di Vienna, la vita, la famiglia, i dolori, le passioni, la formazione professionale e il mutamento stilistico di Gustav Klimt, attraverso sue opere anche meno famose, ma semplicemente fantastiche, nonché schizzi e progetti e i lavori di altri artisti appartenenti al suo gruppo, quali il fratello Ernst e l'amico e collega Franz Matsch.
 
La mostra ti conduce attraverso un viaggio estremamente curato e dettagliato che ti permette di comprendere al meglio l'artista sia sotto il profilo artistico sia psicologico, grazie anche alle audio guide fornite gratuitamente all'ingresso che descrivono perfettamente lo stile ed i contenuti delle opere esposte.
Tutti conoscono Klimt per il suo prezioso e particolare simbolismo, quello che nessuno sa, o che comunque non considera, è anche la sua straordinaria abilità nella pittura realista, genere a cui si dedicò nei primi anni della sua attività.